COOPERAZIONE LA CHIAVE DELLA SOSTENIBILITA COSTRUZIONE

La rivista di Saint-Gobain sulla Costruzione Sostenibile APRILE 2024 la chiave della sostenibilità DECARBONIZZAZIONE POLITICA & ECONOMIA C struire un futuro sosteni ile BY SAINT-GOBAIN RISTRUTTURAZIONE CIRCOLARITÀ URBANIZZAZIONE QUALITÀ DELLA VITA z z

La rivista di Saint-Gobain sulla Costruzione Sostenibile la chiave della sostenibilità z z

1. #DECARBONIZZAZIONE AGIRE INSIEME PER UN MONDO A ZERO EMISSIONI DI CARBONIO P. 16 2. #RISTRUTTURAZIONE RACCOGLIERE LA SFIDA DELLA RISTRUTTURAZIONE P. 36 3. #CIRCOLARITÀ CONSERVAZIONE DELLE RISORSE: UNA NECESSITÀ CONDIVISA P. 48 4. #URBANIZZAZIONE CO-COSTRUIRE UN FUTURO URBANO ATTRAENTE P. 56 5. #QUALITÀ DELLA VITA METTERE LE PERSONE AL PRIMO POSTO P. 70 6. #POLITICA ED ECONOMIA ARMONIZZARE LE REGOLE P. 80 u

05 INTRoDUZIONE Sviluppare città più attraenti e resistenti, ridurre il consumo di energia e di risorse naturali e garantire alloggi accessibili, confortevoli e dignitosi per tutti... Per affrontare queste sfide planetarie, il settore delle costruzioni deve trasformarsi. Nel 2023, determinata a svolgere un ruolo chiave in questa transizione, Saint-Gobain ha lanciato l'Osservatorio della Costruzione Sostenibile. Il suo obiettivo è ascoltare, informare e unire tutte le parti interessate in un mercato mondiale ancora frammentato, promuovere la condivisione delle migliori pratiche su scala internazionale e lavorare insieme per accelerare il cambiamento nel settore. La rivista digitale Costruire un futuro sostenibile è uno dei componenti centrali dell'Osservatorio. La rivista demistifica le problematiche legate a un'edilizia più sostenibile e al suo impatto sul clima e sulla società, esplora soluzioni innovative e progetti stimolanti e dà voce a tutti coloro che sono impegnati in questa transizione. Siamo convinti della necessità di unire le forze per accelerare il movimento, e quindi dedichiamo quest'edizione speciale allo spirito di cooperazione. Scopri tutti i nostri articoli, le interviste e i podcast di Costruire un futuro sostenibile e iscriviti alla nostra newsletter. SCOPRI la rivista online Costruire un futuro sostenibile

06 METODOLOGIA LEGGI i risultati completi del Barometro della Costruzione Sostenibile 2024 (1) L'indagine del Barometro della Costruzione Sostenibile del 2024 si è svolta tra l'11 dicembre 2023 e il 31 gennaio 2024, su un campione di 1.760 intervistati di età superiore ai 18 anni, provenienti da 22 Paesi: Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, India, Italia, Messico, Polonia, Portogallo, Sudafrica, Spagna, Svizzera, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti, Vietnam. Ogni anno, l'Osservatorio della Costruzione Sostenibile realizza un Barometro di portata mondiale, per studiare tutti gli ambiti dell'edilizia sostenibile nel mondo reale: percezioni, barriere e leve di progresso, soluzioni previste, parti interessate più attive, e così via. Questo strumento ci permette di misurare i progressi compiuti e di individuare le aree di intervento su cui concentrare i nostri sforzi collettivi. La seconda edizione di questa indagine internazionale è stata condotta dall'Istituto CSA(1). Scopriamo insieme i risultati principali. BAROMETRO DELLA COSTRUZIONE SOSTENIBILE Trattandosi di un'indagine barometrica, i risultati di questa edizione vengono confrontati con quelli della precedente ondata (Barometro del 2023), ma a perimetro costante, cioè sulla base dei nove Paesi comuni a entrambe le edizioni dell'indagine: Stati Uniti, India, Brasile, Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Sudafrica e Italia. Metodo di indagine: Questionario condotto telefonicamente con professionisti, associazioni e funzionari eletti. 80 intervistati per paese EUROPA Germania Spagna Francia Italia Finlandia Polonia Portogallo Repubblica Ceca Regno Unito Svizzera Turchia AMERICA DEL SUD Argentina Brasile Colombia ASIA Emirati Arabi Uniti India Vietnam AFRICA Sudafrica Egitto AMERICA SETTENTRIONALE/ CENTRALE Canada Stati Uniti Messico Questionario online autosomministrato agli studenti attraverso i social network. 440 studenti di edilizia, ingegneria civile, architettura e design del territorio... 440 membri di associazioni che si occupano di transizione ecologica, abitazioni, edilizia, energia, ecc. 440 funzionari eletti a livello locale (tranne che negli Emirati Arabi Uniti, dove, in assenza di funzionari eletti a livello locale, sono stati intervistati i rappresentanti governativi equivalenti). L'indagine è stata condotta dall'istituto di studi CSA Research (Consumer Science and Analytics), esperto di data intelligence dal 1983. L'indagine si è svolta tra l'11 dicembre 2023 e il 31 gennaio 2024, con un campione di 1.760 intervistati di età superiore ai 18 anni, provenienti da 22 Paesi e così composti: 440 professionisti provenienti da settori quali l'edilizia, il contract, l'architettura, l'ambiente, la transizione ecologica e l'edilizia abitativa, tra gli altri... Tutte le analisi qui presentate sono state convalidate da CSA.

07 Da questa prima panoramica è evidente che la realizzazione di costruzioni più sostenibili sia considerata prioritaria o importante. I dati mostrano infatti che il 95% degli intervistati provenienti da America Settentrionale-Centrale e del Sud, Europa, Asia e Africa sia convinto della necessità di abbracciare un’edilizia più sostenibile. Se ci concentriamo sul dato europeo, sale di un punto percentuale (96% lo considera prioritario o importante), e in Italia il dato è ancora più interessante: il 97% degli intervistati (2 punti percentuali in più della media mondiale), dichiara la priorità e l’importanza della realizzazione di costruzioni più sostenibili. L’URGENTE NECESSITÁ DI AGIRE È UNA CONVINZIONE CONDIVISA Ritenete che l’implementazione di un’edilizia più sostenibile sia…? Base: tutti gli intervistati – È consentita una risposta Una priorità 67% Importante ma non prioritaria 28% Di secondaria importanza 5% Una priorità 70% Importante ma non prioritaria 27% Di secondaria importanza 3% Totale importante o prioritario Mondo Europa Italia 95% 96% 97% FOCUS ITALIA

08 COSTRUZIONE SOSTENIBILE, UN CONCETTO ASSOCIATO PRINCIPALMENTE ALL’AMBIENTE Quali dei seguenti elementi possono essere associati alla nozione di costruzione sostenibile? L’efficienza energetica degli edifici 74% Il buon isolamento dell'involucro degli edifici 61% Recupero e riutilizzo di materiali 72% Riciclo e riuso dei materiali 70% L’uso di energie rinnovabili e a bassa emissione di carbonio 73% La ridotta impronta di carbonio degli edifici 71% La ristrutturazione degli edifici esistenti anziché la costruzione di nuovi edifici 60% La scelta di materie locali, a km zero 63% Un uso più efficiente delle risorse non rinnovabili 59% La salute, la sicurezza e il benessere di tutti gli utenti degli edifici 57% La resistenza degli edifici ad eventi estremi 47% FOCUS ITALIA L’efficienza energetica degli edifici 87% Il buon isolamento dell'involucro degli edifici 77% Recupero e riutilizzo di materiali 76% Riciclo e riuso dei materiali 72% L’uso di energie rinnovabili e a bassa emissione di carbonio 70% La ridotta impronta di carbonio degli edifici 65% La ristrutturazione degli edifici esistenti anziché la costruzione di nuovi edifici 54% La scelta di materie locali, a km zero 53% Un uso più efficiente delle risorse non rinnovabili 51% La salute, la sicurezza e il benessere di tutti gli utenti degli edifici 47% La resistenza degli edifici ad eventi estremi 25%

09 FOCUS ITALIA Quale pensate che dovrebbe essere l'obiettivo principale dell'edilizia sostenibile? Tutela dell’ambiente 35% (+3)(1) La lotta contro il cambiamento climatico 23% (-4)(1) Risparmio energetico 16% (-4)(1) Riduzione dei costi nel corso del ciclo di vita dell'edificio 11% Nuovo Salute degli occupanti 10% (-1)(1) La resistenza degli edifici ai rischi climatici 5% Nuovo Tutela dell’ambiente 42% La lotta contro il cambiamento climatico 26% Risparmio energetico 11% Riduzione dei costi nel corso del ciclo di vita dell'edificio 10% Salute degli occupanti 8% La resistenza degli edifici ai rischi climatici 2% Base: tutti gli intervistati - È consentita una risposta (1) Evoluzione calcolata sulla base dei 9 Paesi comuni alle due edizioni dell'indagine (2023 e 2024) Sebbene quasi 9 intervistati su 10 dichiarino di conoscere il concetto di edilizia sostenibile, la loro comprensione sembra ancora limitata all'edilizia green e meno incentrata sul benessere degli occupanti. La tutela dell'ambiente è percepita come l'obiettivo più importante dell'edilizia sostenibile, in ogni regione del mondo, anche in Italia con il 42% degli intervistati. Solo un intervistato su 10 lo collega alla salute degli abitanti, sebbene la sua definizione combini performance e sostenibilità, valore che in Italia si attesta su un livello ancora più basso dell’8%. Gli intervistati associano alla nozione di costruzione sostenibile principalmente l’efficienza energetica degli edifici (74%) e il buon isolamento dell’involucro degli edifici (61%), dati che in Italia sono ancora più alti, rispettivamente di 10 e 16 punti percentuali. Interessanti anche le associazioni al recupero e al riutilizzo di materiali (76%) e al riciclo e riuso (72%), segno che in Italia la sensibilità sul tema sta aumentando positivamente.

10 FOCUS ITALIA • Uno su tre intervistati ritiene che la sensibilizzazione del pubblico sia una priorità per accelerare il progresso dell'edilizia sostenibile, in particolare in Africa e in Asia. Anche in Italia per il 36% degli intervistati è necessario sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica. • Il rinnovamento energetico sembra essere una priorità nei Paesi con un patrimonio abitativo ben sviluppato e consolidato, come Francia (39%), Stati Uniti (37%) e Germania (34%). • Gli europei sono più propensi a richiedere l'assistenza pubblica per i privati. In Italia, nello specifico, il 23% degli intervistati è convinto della necessità di aumentare gli aiuti pubblici ai privati. 3 PRIORITÀ IDENTIFICATE DAGLI OPERATORI DEL SETTORE: SENSIBILIZZARE, AGIRE SULLA PERCEZIONE DEI COSTI E AUMENTARE LA COLLABORAZIONE Secondo voi, quali delle seguenti azioni dovrebbero essere messe in atto in via prioritaria per accelerare lo sviluppo dell'edilizia sostenibile? 14% Sensibilizzare l'opinione pubblica sulle sfide dell'edilizia sostenibile 31% 11% Migliorare la competitività di materiali, prodotti e soluzioni sostenibili 30% 10% Sensibilizzare tutte le parti interessate e rafforzare la loro collaborazione 26% 7% Formare maggiormente i professionisti 21% 10% Ristrutturare gli edifici esistenti 20% 4% Aumentare gli aiuti pubblici ai privati 13% 3% Aumentare gli aiuti pubblici per i professionisti 10% Primo Totale 7% Sensibilizzare l'opinione pubblica sulle sfide dell'edilizia sostenibile 36% 23% Aumentare gli aiuti pubblici ai privati 35% 12% Migliorare la competitività di materiali, prodotti e soluzioni sostenibili 24% 7% Mettere in atto normative per favorire l'efficientamento energetico 21% 8% Sensibilizzare tutte le parti interessate e rafforzare la loro collaborazione 20% 8% Rendere più visibili e trasparenti le prestazioni delle costruzioni dal punto di vista della sostenibilità 20% 7% Privilegiare i biomateriali (di origine biologica o locale) rispetto ai materiali convenzionali 22% 7% Formare di più i professionisti 16% 7% Ristrutturare gli edifici esistenti 10% Primo Totale

UN'IMPLEMENTAZIONE DELL'EDILIZIA SOSTENIBILE CHE DEVE ADATTARSI ALLE REALTÀ LOCALI Quali sono, secondo lei, i soggetti più idonei per far progredire l'edilizia sostenibile? Architetti e ingegneri edili 29% Funzionari eletti(2) 21% Istituzioni pubbliche 20% Aziende private del settore edile 17% Cittadini 7% Associazioni 4% Commercianti 2% Base: tutti gli intervistati - Sono consentite risposte multiple e in classifica (2) “Funzionari governativi” elencati per gli intervistati degli Emirati Arabi Uniti Architetti e ingegneri edili 77% Aziende private del settore edile 48% Istituzioni pubbliche 33% Funzionari eletti 19% Cittadini 14% Associazioni 9% Commercianti 0% 11 FOCUS ITALIA Per ogni voce studiata, i risultati rivelano particolarità geografiche. Sulla questione di quali soggetti siano percepiti come i più legittimati a promuovere l'edilizia sostenibile, architetti e ingegneri edili sono in cima alla lista degli attori più spesso citati, con il 29% delle risposte come prima opzione, seguiti dai funzionari eletti (21%) e dalle istituzioni pubbliche (20%). In Italia spiccano gli architetti e gli ingegneri edili, con il 77% degli intervistati che li identifica come il soggetto più idoneo a far progredire l’edilizia sostenibile. Ma ci sono chiare differenze tra i vari Paesi: • In Europa, le istituzioni pubbliche sono al secondo posto (con il 24% delle risposte che le giudicano "prime"), a differenza dell’Italia dove le Istituzioni Pubbliche si piazzano al terzo posto con il 33%. • Invece, negli Stati Uniti e in America del Sud, il ruolo svolto dalle aziende private sembra molto più importante (rispettivamente con il 47% e il 56% delle risposte totali, pari a +6 e +15 punti rispetto all'intero campione). Dato interessante anche per l’Italia, che compare al secondo posto dopo gli studi di progettazione, con il 48%.

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13 IRÈNE SKOULA Direttrice del Programma Energia ed Edifici di C40 Come può l'edilizia sostenibile contribuire ad accelerare la transizione energetica delle città? I. S.: Le città sono responsabili di circa due terzi del consumo di energia e la costruzione degli edifici ne è la causa principale. L'edilizia sostenibile è quindi fondamentale per la transizione energetica: principi come l'architettura vernacolare, i materiali a bassa emissione di carbonio, gli edifici ad alta efficienza privi di combustibili fossili e i macchinari da costruzione a zero emissioni. Le persone devono essere al centro di una transizione energetica pulita e giusta, e sappiamo che le azioni urbane per l'energia pulita possono anche favorire l'occupazione. I dati dimostrano che gli investimenti in interventi di riqualificazione residenziale e nel solare-fotovoltaico genereranno un numero di posti di lavoro sei volte superiore a quello degli investimenti nel gas fossile. In che modo la rete C40 facilita la cooperazione tra le città in materia di edilizia sostenibile? I. S.: Il principio di base della nostra Mission è unire le città. Il nostro programma di edilizia sostenibile sostiene più di 40 città in tutto il mondo, collaborando con partner e stakeholder per guidare la transizione verso nuovi ambienti urbani decarbonizzati, efficienti dal punto di vista delle risorse e resilienti. Una cosa fondamentale che facciamo è sensibilizzare l'opinione pubblica sull'impatto "invisibile" dell'ambiente urbano in termini di emissioni incorporate, esaurimento delle risorse, inquinamento atmosferico e acustico, inquinamento del suolo, quando i principi dell'edilizia sostenibile non vengono presi in considerazione. Riuniamo le città e parliamo con i nostri colleghi in un ambiente di fiducia. Promuoviamo la leadership con impegni politici chiamati "acceleratori", come il nostro acceleratore verso la neutralizzazione delle emissioni nette di carbonio, che stabilisce percorsi concreti per la realizzazione di nuovi edifici a emissioni di carbonio neutre entro il 2030 e di tutti gli edifici entro il 2050, e il nostro La transizione verso l'edilizia sostenibile richiede uno sforzo a livello industriale, un esercizio complesso in un settore in cui la catena del valore globale è particolarmente frammentata. Irène Skoula dirige il Programma Energia ed Edifici di C40 Cities, un'organizzazione che si occupa di avvicinare le città per affrontare la crisi climatica. A suo avviso, la cooperazione è una componente essenziale per il successo della transizione verso un'infrastruttura edilizia sostenibile. Nessun singolo attore può raggiungere da solo la portata e il ritmo di questa transizione necessaria.

14 acceleratore per un'edilizia sostenibile, che consiste nel nostro impegno a spingere l’industria globale delle costruzioni verso un futuro più sostenibile. Ci concentriamo sul coinvolgimento dei nostri sindaci e intendiamo mostrare al mondo che sono persone che agiscono e non che aspettano. Avete esempi di iniziative significative, in termini di collaborazione tra città? I. S.: Nel settembre 2022, la città di New York ha introdotto un ordine esecutivo per l'edilizia pulita che mira a ridurre l'impronta di carbonio del settore edile entro il 2033, uno dei migliori ordini esecutivi al mondo. New York lo ha fatto perché si è ispirata ad altre città, in particolare a Los Angeles e San Francisco. Dopo aver parlato con loro e aver appreso ciò che stavano facendo, lo hanno adattato al proprio quadro statale. Altre città, come Rio de Janeiro, l'anno scorso hanno acquistato energia da fonti rinnovabili per gli impianti comunali perché hanno visto altre città farlo e sono state in grado di seguire questo approccio. Anche a Melbourne i programmi di retrofit si ispirano ad altre città. Come vede il ruolo della collaborazione internazionale tra le parti interessate nella transizione verso pratiche di edilizia sostenibile? I. S.: Il settore delle infrastrutture edilizie è complesso, globale e frammentato. Nessun singolo attore può raggiungere la portata e il ritmo della transizione richiesta. Il coinvolgimento delle parti interessate è essenziale, compresi i sindacati. Noi sviluppiamo le politiche, mentre i lavoratori realizzano il cambiamento. Devono essere presenti al tavolo per garantire i loro diritti e salari dignitosi, perché non possiamo farcela senza di loro. C40 è anche membro fondatore della coalizione BuildingToCOP, un'iniziativa che riunisce i leader dell'intera catena di valore, per includere il settore delle costruzioni in prima linea nel dialogo internazionale sul clima. "La collaborazione è fondamentale. L'utilizzo di un approccio esclusivo per l'industria, i lavoratori e la comunità può contribuire a realizzare l'edilizia sostenibile che tutti desideriamo"

15 Quali sono le soluzioni più efficaci per aiutare le città a passare a pratiche di edilizia sostenibile? I. S.: Non esiste una soluzione unica, ma ci sono principi che possono essere applicati universalmente, come dare priorità agli asset esistenti e riutilizzare i materiali alla fine del loro ciclo di vita. Dobbiamo pianificare, costruire e progettare per il futuro. Non si può costruire qui in Grecia trascurando l'aumento delle temperature: in estate raggiungiamo i 45°C, abbiamo bisogno di edifici che tollerino questo calore. Dobbiamo garantire cantieri sicuri e macchinari a emissioni zero. Anche le città possono dare l'esempio. Non si può chiedere al settore privato di agire se non si agisce in prima persona. È necessario utilizzare i poteri degli appalti pubblici per sviluppare il mercato giusto e dare spazio allo sviluppo di tecnologie innovative. Qual è il modo migliore per dare alle città la possibilità di adottare pratiche sostenibili? I. S.: Devono essere dotati delle informazioni giuste per prendere decisioni sostenibili. È importante sfatare i falsi miti, ad esempio che i combustibili fossili siano più economici, più sicuri, creino posti di lavoro e favoriscano lo sviluppo economico. Nel settore dell'edilizia, gli interventi di retrofit hanno un potenziale occupazionale superiore a quello dei combustibili fossili, nonché benefici per la salute, grazie al miglioramento della qualità dell'aria interna ed esterna. Le fonti rinnovabili sono più economiche e meno volatili in termini di prezzo rispetto ai combustibili fossili. La transizione verso un sistema di energia rinnovabile offre quindi vantaggi economici, aria pulita, posti di lavoro green ed energia sicura. Dobbiamo fornire questi dati ai nostri leader politici e sfatare i miti, altrimenti non potremo progredire con l'edilizia sostenibile. In che modo le città possono collaborare con l'industria per realizzare tabelle di marcia a zero emissioni e allo stesso tempo soddisfare la domanda di alloggi, servizi urbani e infrastrutture? I. S.: La collaborazione è fondamentale. È necessario che le città lavorino con le imprese per testare le soluzioni sugli edifici comunali prima di applicarle al settore privato. Utilizzando un approccio inclusivo per l'industria, i lavoratori e la comunità, questa collaborazione può contribuire a realizzare l'edilizia sostenibile che tutti desideriamo.

L'edilizia da sola è responsabile del 37%(1) delle emissioni mondiali di CO2 . Per raggiungere l'obiettivo di neutralizzare le emissioni di carbonio entro il 2050 sarà necessaria una rapida e fondamentale trasformazione del settore. Che ruolo avranno architetti, produttori, costruttori e politici nel rendere i progetti edilizi a basse emissioni la norma e nell'accelerare la trasformazione culturale e materiale dell'ecosistema del settore? Agire insieme per un mondo a zero emissioni di carbonio

17 PARTE (1) Fonte: Rapporto sullo stato globale degli edifici e delle costruzioni, 2022, pag. 42. z e

18 La corsa alla decarbonizzazione del settore delle costruzioni implica la necessità di dare priorità alla ricerca di innovazioni e alternative più sostenibili, sia in termini di materiali che di metodi di costruzione. Tra questi, la cosiddetta “edilizia leggera” sta iniziando a farsi strada. La sua crescita negli ultimi anni è stata ancora più rapida di quella delle costruzioni cosiddette "tradizionali". Non c'è dubbio che offra molti vantaggi nell'affrontare le sfide economiche e ambientali del settore. A differenza dei metodi tradizionali, che privilegiano strutture con pareti in muratura portanti (in pietra, calcestruzzo o mattoni), l'edilizia leggera utilizza strutture portanti più leggere sotto forma di "scheletri" in legno, metallo o calcestruzzo, a cui vengono collegati sistemi di facciata e divisori non portanti. E questo cambia tutto! Riduce in modo significativo il consumo di risorse naturali e l'impronta di carbonio dell'edificio. I professionisti vedono una drastica riduzione dei tempi di costruzione e un aumento della produttività. Infine, gli utenti beneficiano di più comfort e flessibilità. REALTÀ DIVERSE NEL MONDO L’edilizia leggera varia molto da un Paese all'altro e questo è il suo grande punto di forza. Le modalità e i motivi per cui viene adottata variano in base alla disponibilità e al costo dei materiali, al livello di formazione degli applicatori, alla cultura della sostenibilità del Paese e alle esigenze del mercato per gli edifici residenziali o non residenziali. In alcuni Paesi in cui è ancora in fase di sviluppo, l'edilizia leggera sta guadagnando terreno grazie ai vantaggi economici che apporta ai progetti, in particolare grazie alla riduzione dei costi di trasporto dei materiali, ai tempi di montaggio più brevi e all'uso di strutture montate e assemblate lontano dal cantiere. Inoltre, aumenta il valore di IN primo PIANO L’EDILIZIA LEGGERA decolla

19 mercato degli edifici ottimizzandone l'efficienza energetica e contribuendo a limitare i costi di manutenzione. Nei Paesi in cui le iniziative governative incoraggiano soluzioni più sostenibili o impongono standard ambientali rigorosi, l'edilizia leggera viene scelta per le prestazioni superiori in termini di circolarità (consumo meglio pianificato e ottimizzato delle risorse, facilità di smantellamento, possibilità di riciclare e riutilizzare) e per la riduzione del carbonio incorporato e del consumo energetico che comportano. L'edilizia leggera riduce anche gli sprechi in cantiere utilizzando meno materie prime o sfruttando strutture preassemblate che possono essere prodotte e assemblate con maggiore precisione fuori dal cantiere. A Brumunddal, in Norvegia, la torre Mjøstårnet è uno degli edifici in legno più alti del mondo (85 metri e 18 piani). È un modello di edilizia leggera, progettato da Voll Arkitekter. PERCENTUALE DI UTILIZZO DELL'EDILIZIA LEGGERA Canada 91% USA 89% Svezia 75% Inghilterra 58% Germania 48% Paesi Bassi 46% Spagna 39% Francia 35% Italia 32% Cile 24% Brasile 24% Cina 20% India 10% Fonte: Studio Ducker - Settembre 2023

20 ALCUNI ESEMPI DI EDILIZIA LEGGERA IN CUI SI UTILIZZANO LEGNO, METALLO O CEMENTO Per ottenere buone prestazioni termiche, i materiali da costruzione leggeri devono garantire un buon isolamento (lana di vetro, lana di roccia, fibra di legno, ecc.) per mantenere una temperatura interna confortevole, abbassare i livelli richiesti di riscaldamento e condizionamento e diminuire il consumo energetico. In termini energetici, il vantaggio delle costruzioni in legno risiede nella riduzione delle perdite di calore dovute ai ponti termici nella struttura. Le costruzioni in legno sono molto diffuse in molti Paesi del Nord America e del Nord Europa. In queste aree, il legno è una risorsa accessibile e facilmente reperibile e la gestione delle foreste ha garantito la sostenibilità delle soluzioni utilizzate. Un'altra tecnica di edilizia leggera molto diffusa è l’uso di acciaio a basso spessore (LGSF), che viene prefabbricato fuori dal cantiere, quindi facilmente trasportato e rapidamente assemblato, con un risparmio di tempo e denaro per l'intero progetto. Questo offre molti vantaggi ambientali. Poiché l'LGSF è spesso realizzato con materiali riciclati, i progetti di costruzione non richiedono la produzione di nuovo acciaio. Inoltre, alla fine del ciclo di vita dell'edificio, lo stesso acciaio può essere riciclato nuovamente, promuovendo la circolarità e la riduzione dei rifiuti. Anche il calcestruzzo ha un ruolo importante nell’edilizia leggera. Sebbene sia spesso denigrato, oggi esistono soluzioni per renderlo più compatibile con i requisiti di decarbonizzazione. (1) Nella struttura e nell'involucro dell'edificio per l'intero ciclo di vita dei materiali. (2) Aumento della produttività in alcune fasi della costruzione (getto del massetto, montaggio di pareti o facciate, ecc.). Incorporare materiali che sostituiscono il cemento (uno dei principali fattori di emissione presenti nel calcestruzzo) ha permesso di ottenere calcestruzzi a bassissimo contenuto di carbonio che soddisfano i requisiti dell'edilizia sostenibile. VANTAGGI DELL’EDILIZIA LEGGERA Fino a –50% carbonio incorporato(1) Fino a 50% più leggera rispetto all’edilizia convenzionale Fino a –50% di materie prime Fino a 20 - 70% di aumento della produttività(2) IN primo PIANO

21 COSA RISERVA IL FUTURO DELL’EDILIZIA LEGGERA? Grazie al suo ridotto impatto ambientale, combinato con una maggiore circolarità, modularità e flessibilità, l'edilizia leggera è destinata a lasciare il segno nelle nostre città. Potrebbe accelerare la corsa alla decarbonizzazione delle costruzioni e delle ristrutturazioni e rendere più facile soddisfare la crescente domanda di alloggi salubri e sostenibili. Le leve per il suo sviluppo dipendono dalla realtà di ciascun Paese, ma emergono alcuni fattori comuni. In particolare, l’edilizia leggera deve essere conosciuta di più da tutti gli attori del settore edile e meglio compresa attraverso l'acquisizione delle giuste competenze. Inoltre, ci sono alcuni ostacoli da superare, con regolamenti più incentivanti, un migliore controllo dei costi e dati sulla valutazione del ciclo di vita (LCA) più accessibili. ASCOLTA l'episodio del nostro podcast Costruire Nuovi Mondi sull'edilizia leggera. L'edificio degli uffici di Deloitte a Hyderabad, in India. La facciata in vetro ha richiesto il 76% di tempo in meno nell'installazione rispetto alle pareti esterne in mattoni.

22 Nonostante secoli di fedele servizio, il calcestruzzo dimostra oggi di avere un'impronta ambientale che richiede un cambiamento radicale. Dovrebbe quindi essere sostituito completamente? Non se l'innovazione riesce a trasformarlo in un materiale più sostenibile. Utilizzato da oltre 2.000 anni, il calcestruzzo è attualmente il materiale più consumato al mondo dopo l'acqua, secondo la Global Cement and Concrete Association. Tuttavia, la sua impronta ambientale è molto elevata: secondo il centro studi Chatham House, è responsabile di quasi l'8% delle emissioni globali di CO2 . PROPRIETÀ IMPAREGGIABILI Di fronte alla crescita della popolazione e alla rapida urbanizzazione, sembra difficile fare a meno del cemento. Ci sono pochissimi altri materiali in grado di superare la sua potenza, soprattutto per le costruzioni su larga scala, le costruzioni industriali pesanti e le infrastrutture. Molte strutture costruite con questo materiale sono in piedi da almeno un secolo. A questo proposito, il calcestruzzo è innegabilmente durevole. Ed è anche altamente resistente, sia al fuoco sia ai disastri naturali. Un altro vantaggio è l'elevata inerzia termica. Questa massa termica lo rende capace di accumulare caldo o freddo, rilasciandoli gradualmente e riducendo la necessità di climatizzazione in estate o in inverno. In questo senso, è superiore al legno, ad esempio. PRODOTTI CHIMICI PER L'EDILIZIA PER LA DECARBONIZZAZIONE La critica principale al calcestruzzo deriva soprattutto dall'impronta ambientale del suo ingrediente principale: il cemento. La preparazione del calcestruzzo richiede ghiaia, sabbia, cemento e acqua. Il cemento, o più precisamente uno dei suoi componenti, il clinker, si ottiene mescolando calcare e argilla frantumati, che vengono poi riscaldati a temperature molto elevate. È questa fase che emette CO2 e consuma una quantità considerevole di energia, risultando in definitiva largamente responsabile dell'impronta di carbonio del calcestruzzo. Ecco perché la ricerca si sta concentrando sulla riduzione dell'uso del clinker nel calcestruzzo. Esistono diverse opzioni. In primo luogo, ridurre il consumo energetico legato alla calcinazione delle materie prime, sia rinnovando i processi industriali sia installando forni più efficienti. È anche possibile farli funzionare utilizzando fonti di energia più pulite, a volte da biomassa, Reinventare IL CALCESTRUZZO IN primo PIANO

23 sostituendo in parte i combustibili fossili. Inoltre, esistono diverse leve per ridurre l'impronta di carbonio del calcestruzzo: l'aggiunta di attivatori nella formulazione del cemento, che consente di ridurre la quantità di clinker (con prestazioni equivalenti), e gli additivi. In questo modo, aziende come Chryso, ad esempio, consentono a Hoffmann Green di distribuire un cemento con un'impronta di carbonio divisa per cinque. Oltre agli sforzi per ridurre l'impronta di carbonio del calcestruzzo, dobbiamo anche usarne meno. L'edilizia leggera, limitandone l'utilizzo alla sola struttura portante e alle fondamenta, può ridurre significativamente il consumo di calcestruzzo nei nuovi edifici. LEGNO E MATERIALI DI ORIGINE BIOLOGICA... PERCHÉ POSSONO ESSERE SOLO UN COMPLEMENTO È necessario cercare alternative nel legno e nei materiali di origine biologica? Il legno, la paglia, la canapa e la terra cruda hanno indubbiamente il loro posto nel mix di materiali per un'edilizia più sostenibile. Ma date le esigenze del settore delle costruzioni in termini di volume, costi e produttività, possiamo essere sicuri della fattibilità di un passaggio totale a queste soluzioni? Entro il 2050, altri 2 miliardi di esseri umani abiteranno la Terra, e le costruzioni devono diventare rapide e non (troppo) costose. Le foreste sono fragili serbatoi di carbonio. Occorre inoltre preservare i diversi usi che si fanno del suolo, in particolare considerando il consumo dell'uomo. Queste soluzioni sono indubbiamente complementari, ma in ogni caso non possono sostituire completamente il calcestruzzo. È più probabile che il futuro sia caratterizzato da un uso misto dei materiali, ad esempio con strutture che combinano legno, cemento o acciaio. E alla coesistenza con materiali tradizionali ad alto contenuto di riciclato e a bassissima impronta di carbonio. L'edilizia leggera riduce significativamente il consumo di calcestruzzo. ASCOLTA IN INGLESE l'episodio del nostro podcast Costruire Nuovi Mondi sulla clinkerizzazione

24 Attualmente esistono due miliardi di condizionatori d'aria in tutto il mondo, con circa 135 milioni di nuove unità aggiunte ogni anno. L'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) prevede che questo numero triplicherà entro il 2050 con l'aumento del reddito nei Paesi emergenti come India, Cina e Indonesia, combinato con l'imminente aumento delle temperature. La metà delle apparecchiature sarà concentrata nella sola Asia. Tuttavia, il Vecchio Continente non sarà escluso: entro la fine del secolo, nell'Europa meridionale ci saranno fino a 100 giorni all'anno sopra i 35°C, il che farà aumentare la domanda. Solo in Francia, il tasso di proprietà potrebbe raggiungere il 50%. NEL BENE E NEL MALE L'aria condizionata ha i suoi lati positivi. Secondo l'AIE, ogni anno salva decine di migliaia di vite, anche solo nelle case di riposo per anziani o negli ospedali. In Giappone, dove il 90% delle famiglie ha accesso all'aria condizionata, è stato possibile evitare 30.400 decessi dovuti al caldo nel 2019, rispetto agli appena 2.400 dell'India, dove non più dell'11% delle famiglie è dotato di aria condizionata. Allo stesso tempo, l'aria condizionata aggrava il fenomeno delle ondate di calore. Per pompare l'aria fredda all'interno, la stessa quantità di aria calda deve essere emessa all'esterno, contribuendo a riscaldare l'aria dell'ambiente e aumentando ulteriormente la necessità di raffreddare gli spazi abitativi. Un vero e proprio circolo vizioso che favorisce la comparsa di isole di calore nell'ambiente urbano (+1 °C di notte nel centro città) e, secondo l'AIE, è responsabile dell'emissione di circa un miliardo di tonnellate metriche di CO2 L'aria condizionata è al centro di una controversia globale che non mostra segni di attenuazione. Accusata da alcuni di aggravare il riscaldamento globale, fornisce ad altri un conforto gradito, persino vitale. Di fronte a questo antagonismo e in un contesto di aumento delle emissioni di gas serra, le soluzioni sono da ricercare in apparecchiature a minor consumo energetico, in un migliore utilizzo dell'aria condizionata, in tecnologie innovative e in un migliore adattamento dei nostri alloggi e ambienti di vita. UN MONDO SENZA ARIA CONDIZIONATA è possibile? ASCOLTA l'episodio del nostro podcast Costruire Nuovi Mondi sull'Isola di Calore Urbana IN primo PIANO

25 all'anno, per un totale di 37 miliardi. Per non parlare del rilascio associato di gas refrigeranti a base di idrofluorocarburi (HFC), il cui effetto serra è 14.000 volte più potente del carbonio. In termini di energia, anche il previsto sviluppo dell'aria condizionata è fonte di preoccupazione. Se l'India o la Cina raggiungessero un tasso di proprietà del 50%, sarebbe necessaria la produzione annuale di un Paese come la Norvegia per fornire l'elettricità necessaria. Tralasciando i picchi di consumo durante i mesi più caldi, che sono difficili da gestire per i produttori di elettricità e portano a interruzioni di corrente. GLI HABITAT PASSIVI, UNA VERA RISORSA NELLA LOTTA CONTRO L'ARIA CONDIZIONATA Gli edifici passivi, con un consumo energetico ridotto fino all'80%, sono un'alternativa efficace all'installazione sistematica di unità di condizionamento. Isolamento termico rinforzato, ermeticità, ventilazione equilibrata, orientamento in base ai punti cardinali e ai venti, rivegetazione delle aree circostanti, installazione di doppi o tripli vetri a controllo solare, installazione di tende o persiane, ecc. Tutte queste opzioni riducono naturalmente la temperatura interna. A Gaobeidian, 100 km a sud di Pechino, la Cina sta costruendo il più grande complesso di case passive al mondo: Train Passive House City. I materiali svolgono un ruolo di primo piano nelle case passive. I cosiddetti materiali "a cambiamento di fase" utilizzati per la costruzione di "pareti termiche" offrono nuove prospettive. Queste sostanze paraffiniche hanno un 1 miliardo di tonnellate di CO2 vengono emesse ogni anno dall'aria condizionata, su un totale di 37 miliardi di tonnellate di CO2, secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia Train Passive House City, il più grande complesso di case passive al mondo, è in costruzione a Gaobeidian (Cina), 100 km a sud di Pechino.

26 punto di fusione che può essere regolato, ad esempio a 20°C. Non appena la temperatura dell'ambiente supera questo livello, i materiali si "sciolgono", assorbendo calore. Quando la temperatura scende, soprattutto di notte, si risolidificano e rilasciano il calore latente. Nel frattempo, un tetto verde o bianco ad alta riflettanza protegge gli alloggi, limitando l'aumento della temperatura interna e rinfrescandoli in estate. Per quanto riguarda il principio del mantenimento di temperature moderate, anche alcune pratiche architettoniche antiche si rivelano estremamente pertinenti, come la costruzione di torri del vento (sistema di ventilazione naturale ispirato al Medio Oriente), la ventilazione incrociata (creazione di flussi d'aria intelligenti), l'utilizzo del cotto con ottime prestazioni termiche, ecc. A Nuova Delhi (India), i condizionatori d'aria ricoprono le facciate degli edifici, eppure meno dell'11% delle famiglie indiane dispone di aria condizionata. x 3 L'AIE prevede che il numero di condizionatori d'aria nel mondo triplicherà entro il 2050 con l'aumento del reddito nei Paesi emergenti. IN primo PIANO

LEGGI CHE REGOLANO LE AZIONI In effetti, i Paesi non sono rimasti inerti di fronte all'aumento dei condizionatori d'aria e alle loro conseguenze. In Francia, il governo raccomanda di impostare l'aria condizionata a una temperatura non inferiore a 26°C. In Italia, una legge del 2022 vieta di abbassare i termostati sotto i 25°C in tutte le aree. Parallelamente, viene incoraggiato l'uso di energie rinnovabili per ridurre le emissioni di anidride carbonica legate all'elettricità consumata dai condizionatori. Tuttavia, tutte le azioni su scala internazionale vengono intraprese senza consultazione: qui nasce la necessità di una vera volontà politica, di una legislazione rafforzata e di una migliore regolamentazione delle pratiche. I pochi regolamenti termici esistenti potrebbero un giorno servire come base utile per uno standard globale a lungo atteso. Sebbene un mondo senza condizionatori d'aria possa essere un sogno utopico, esistono soluzioni per arginare i loro effetti perniciosi in tempi più o meno brevi. Produrre condizionatori d'aria più efficienti dal punto di vista energetico, adattare i nostri edifici e ambienti per renderli meno vulnerabili al calore, cambiare i nostri stili di vita, sviluppare tecnologie innovative e così via, con - nel mirino - la sfida di una politica proattiva che ne regoli l'uso su scala globale. VERSO UNA CLIMATIZZAZIONE PIÙ VIRTUOSA Parallelamente, l'innovazione stessa dei condizionatori continua a renderli più ecologici. Molte start-up stanno lavorando su apparecchiature più efficienti dal punto di vista energetico, la cui temperatura non può scendere al di sotto dei 24°C. Altre stanno proponendo sistemi di raffreddamento alternativi. Già sperimentato in Austria e Svizzera, il concetto 22-26 (che considera una temperatura interna che oscilla tra questi due indici) dello studio Baumschlager Eberle Architekten (BEA) non richiede un sistema di riscaldamento, ventilazione o raffreddamento. Un primo edificio con 24 unità abitative realizzate con questo metodo sarà inaugurato a Lione (Francia) nel 2025, nel quartiere Confluence. Dal canto suo, il sistema di "free cooling" raffredda un edificio sfruttando la differenza di temperatura tra l'aria esterna e quella interna o l'acqua molto fredda, sfruttando le tapparelle e la ventilazione. Il riscaldamento ad acqua di mare è una variante di questo sistema, in cui l'acqua viene utilizzata per raffreddare gli edifici. Un edificio che utilizza un sistema di raffreddamento alternativo sarà inaugurato a Lione (Francia) nel 2025. L'isolamento consente di risparmiare fino all'80% dell'energia necessaria per il riscaldamento o il raffreddamento. Qui, un progetto di isolamento interno. © Isover

28 PROGETTI DI ISPIRAZIONE

29 BUSINESS CENTER “EXPLORATION AND PRODUCTION” (MILANO) Il complesso immobiliare realizzato per ospitare il nuovo Business Center “Exploration and Production” vanta una superficie di oltre 70.000 metri quadrati ed è composto da tre edifici interconnessi tra loro – sviluppati intorno ad una grande piazza centrale – che ospitano uffici e diverse sale riunioni, un’ampia sala conferenze, una caffetteria ed un ristorante in grado di accogliere fino a 1.000 persone. Il campus è concepito per soddisfare i requisiti energetici di Classe A ed ha ottenuto la certificazione LEED Gold, grazie all’impiego di strategie finalizzate a ridurre il consumo totale di energia, preservare le risorse naturali e creare un ambiente di lavoro salubre. MILANO SCOPRI il progetto Business Center “Exploration and Production” su GalleryLive

30 PROGETTI DI ISPIRAZIONE

31 SPARK BUSINESS DISTRICT (MILANO) Un innovativo complesso architettonico che rientra in un ampio progetto di rigenerazione urbana a destinazione mista che negli ultimi anni ha coinvolto il nuovo quartiere milanese di Santa Giulia. Situato in posizione strategica nella zona sud della città e collegato ad una rete integrata di importanti infrastrutture – autostrade, tangenziali, metropolitana, stazione ferroviaria AV di Rogoredo e aeroporto internazionale di Linate – che lo rendono facilmente accessibile. Spark Business District è inoltre progettato per rispondere ai più elevati standard di qualità LEED e WELL – Spark One ha ottenuto la certificazione LEED CS Platinum – intercettando le esigenze emerse dopo la pandemia e le tendenze più all’avanguardia in termini di sostenibilità e di risparmio energetico. MILANO SCOPRI il progetto Spark Business District su GalleryLive

32 PROGETTI DI ISPIRAZIONE

33 DOLCEVYTA RESIDENZE (BERGAMO) Un progetto votato alla riqualificazione urbana ed ambientale, inserito perfettamente nel contesto tra le colline e l’acqua: questo in sintesi l’obiettivo dell’esclusiva iniziativa immobiliare, destinata a cambiare lo skyline di Sarnico, stupenda cittadina affacciata sul Lago d’Iseo. Le scelte progettuali sono improntate al fine di ottenere la massima qualità tecnica, energetica ed architettonica: un complesso Green a zero emissioni, in Classe A4, dotato dei massimi comfort tecnologici di ultima generazione. BERGAMO SCOPRI il progetto Dolcevyta Residenze su GalleryLive

34 AI, BIM, digital twin, IoT... Le tecnologie digitali sono penetrate nel settore delle costruzioni per dare impulso a nuove modalità di progettazione degli edifici e di controllo del loro impatto ambientale. In che modo? Rendendoli più intelligenti! AI PER EDIFICI CON UN CONSUMO OTTIMIZZATO Già implementati nel settore delle costruzioni, ad esempio per simulare progetti immobiliari o monitorare i lavori di costruzione in tempo reale, i sistemi di intelligenza artificiale (AI) si stanno ora integrando agli edifici per incoraggiare una riduzione delle loro emissioni di carbonio. Grazie a contatori e sensori intelligenti, l'intelligenza artificiale si basa su dati precisi e dettagliati sull'utilizzo dell'edificio per suggerire ottimizzazioni. Inoltre, il ricorso all'intelligenza artificiale aiuta a prevedere il fabbisogno energetico in base ai modelli di consumo passati, alle condizioni meteorologiche e ad altri fattori, al fine di ottimizzare la produzione e la distribuzione di energia. Un sistema di questo tipo è stato realizzato nel 2020 in due scuole superiori di Bergneustadt, vicino a Colonia (Germania), da Vinci Facilities Solutions e Dabbel, un'azienda specializzata nella gestione autonoma degli edifici. È stato rilevato un risparmio del 20-30% sui costi energetici. IL BIM PER MODELLARE L'EFFICIENZA ENERGETICA Il Building Information Modeling (BIM) è una metodologia di gestione dei progetti edilizi basata su un modello digitale 3D con dati strutturati. Promuove la collaborazione e ottimizza l'analisi, la simulazione e il controllo di vari aspetti come la progettazione, la costruzione, la logistica e l'impronta ambientale del progetto. Ampiamente adottato negli Stati Uniti, il BIM è obbligatorio in alcuni Paesi come Cile, Corea del Sud e Danimarca e sta crescendo in Europa, soprattutto in Francia. Può evolvere verso il RIM (Resource Information Modeling), che garantisce la Dal 20% al 30% di risparmio energetico grazie all'intelligenza artificiale in due scuole superioridi Bergneustadt, vicino a Colonia (Germania). Quando la tecnologia incontra la SFIDA DEL CLIMA IN primo PIANO

35 tracciabilità dei materiali, il calcolo della loro impronta di carbonio e la pianificazione del loro smaltimento e riciclo. Negli ultimi anni, il BIM è stato utilizzato nella costruzione di grandi infrastrutture come l'aeroporto di Istanbul (Turchia), uno dei più grandi al mondo, e lo stadio nazionale di Baku (Azerbaigian), interamente progettato con il BIM per essere il più efficiente possibile dal punto di vista energetico. DIGITAL TWIN PER L'OTTIMIZZAZIONE DELLE PRESTAZIONI IN TEMPO REALE I digital twin sono modelli virtuali di oggetti progettati per ricreare accuratamente un oggetto fisico, come macchine o edifici, realizzati utilizzando dati precisi e continuamente aggiornati. Alimentati da sensori Internet of Things (IoT) installati sulle apparecchiature, raccolgono informazioni dirette attraverso il loro utilizzo. Integrati nel processo BIM, offrono una rappresentazione virtuale, una vera e propria versione parallela "vivente" del progetto in tempo reale per tutto il suo ciclo di vita. I professionisti dell'edilizia sostenibile li utilizzano, tra l'altro, per ottimizzare le risorse, monitorare l'efficienza energetica, prevedere le esigenze di manutenzione e ridurre le emissioni di gas serra. Classificata ai vertici dello Smart City Index dell'IMD(2) nel 2020 e nel 2021, la città-stato di Singapore ha creato il suo digital twin "Virtual Singapore" in collaborazione con la società di software francese Dassault Systèmes, per ottenere informazioni in tempo reale sulla temperatura, l'umidità, il calore solare, il traffico o i livelli di rumore, utili per ottimizzare il funzionamento della città. (1) Barometro sull'uso della tecnologia digitale e del BIM da parte dei professionisti dell'edilizia. (2) L'International Institute for Management Development è una scuola di management con sede a Losanna (Svizzera) e a Singapore. 48% degli operatori del settore edile considera il BIM una priorità strategica(1) Inaugurato nel 2018, l'aeroporto di Istanbul (Turchia) ha utilizzato le tecnologie digitali nella sua progettazione e costruzione, per limitare l'impatto ambientale. SCOPRI l'articolo completo nella nostra rivista online Costruire un futuro sostenibile

In Europa, quasi il 75% degli edifici esistenti è inefficiente dal punto di vista energetico e richiede una ristrutturazione su larga scala(1). Nel continente europeo, e in realtà in ogni zona geografica con un patrimonio edilizio altamente sviluppato, la sfida è notevole. Come creare uno slancio in questo mercato e nei progetti di rinnovamento energetico? Sarà una questione di organizzazione e pianificazione collettiva, a cui il settore dovrà rispondere. Raccogliere la sfida s a u u

37 (1) Dato ricavato dal sito web del Consiglio dell'Unione Europea, febbraio 2024. PARTE z e

38 La ristrutturazione energetica degli edifici è La missione del XXI secolo che permetterà di raggiungere l'obiettivo di neutralità delle emissioni di carbonio. Si tratta di un tema fondamentale nell'ambito del Green Deal dell'UE per il 2050 e rappresenta una leva importante in questa iniziativa, in grado di fornire soluzioni concrete alle sfide dell'emergenza climatica, accelerare soluzioni innovative, ridurre il consumo di energia e sradicare l'insicurezza. LA PRIORITÀ DEL CLIMA Le opportunità di rinnovamento energetico nell'Unione Europea sono tanto vaste quanto il territorio dei suoi 27 Stati membri. Attualmente, oltre il 97% degli edifici inventariati deve essere modernizzato per soddisfare i criteri di efficienza energetica. Secondo il Parlamento europeo, rappresentano il 40% del consumo finale di energia dell'UE, il 36% delle emissioni di CO2 e il 55% del consumo di elettricità. La posta in gioco è enorme. Tanto che nel 2020 la Commissione Europea ha definito la "strategia dell'onda di rinnovamento", con l'obiettivo di raddoppiare il tasso di rinnovamento annuale entro il 2030. Oltre a ridurre le emissioni, queste ristrutturazioni miglioreranno la qualità della vita di coloro che vivono e utilizzano gli edifici e creeranno molti posti di lavoro dedicati nel settore edile. NO ALLA DEMOLIZIONE, SÌ ALLA RISTRUTTURAZIONE Per avviare un programma di ristrutturazione energetica sostenibile e di massa in Europa, si stanno esplorando diverse strade. Nel continente europeo, le politiche di sostegno e di incentivazione da parte dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri hanno subito una notevole accelerazione negli ultimi anni. Oltre all'aspetto normativo, si stanno adottando iniziative per finanziare il rinnovamento, tra cui l'ulteriore sforzo compiuto dall'Unione nell'ambito del programma NGEU (Next Generation EU)(1) per aiutare Qual è lo scopo del Rinnovamento energetico? IN primo PIANO

39 Evitare di demolire per ricostruire: questo è l'obiettivo di un programma di rinnovamento energetico massiccio e sostenibile in Europa. 40% del consumo energetico dell'Unione Europea proviene da edifici che non soddisfano i criteri di efficienza energetica(*) (*) Fonte: Statistiche del Parlamento Europeo.

40 alcuni Stati membri a effettuare investimenti sostenibili. In altre parti del mondo, la riqualificazione è d'obbligo. Negli Stati Uniti, lo Stato di New York ha attuato il suo ambizioso Climate Mobilization Act nel 2019 - 50.000 edifici di grandi dimensioni da ristrutturare, un giro d'affari da 18 miliardi di euro entro il 2030 e la creazione di 141.000 posti di lavoro locali, che lo faranno diventare il sesto Stato americano ad adottare un obiettivo "zero carbon" dopo Hawaii, California, New Mexico, Nevada e Washington. RIDUZIONE DELLE EMISSIONI GENERATE DALLE DIVERSE ATTIVITÀ Il raggiungimento di questi obiettivi si basa sul trio efficienza energetica, conservazione e decarbonizzazione. A tal fine, l'isolamento (interno ed esterno) è un punto di partenza essenziale, soprattutto per quanto riguarda l'involucro dell'edificio e le superfici vetrate. A questo segue l'installazione di un sistema di ventilazione controllata e di apparecchiature di riscaldamento e condizionamento ad alte prestazioni. Tutte queste misure riducono in modo sostenibile i costi per gli occupanti, garantendo al contempo il comfort, sia in estate che in inverno. I risultati sono già visibili: il consumo energetico è stato ridotto di 5,5 volte e le emissioni di CO2 sono diminuite in media di 12 volte. (1) Programma di ripresa economica della Commissione Europea per aiutare gli Stati membri dell'UE a risollevarsi dalla pandemia di Covid-19. Una questione di salute pubblica A Toronto, ad esempio, uno studio sull'impatto dell'esposizione alle polveri sottili ha dimostrato che rendere gli edifici residenziali (ventilazione, ecc.) conformi al codice edilizio consentirebbe di risparmiare fino a 2,3 miliardi di dollari all'anno in costi sanitari(2). In Francia, il Ministero della Transizione Ecologica(3) calcola in 7.500 euro all'anno, in media, il guadagno sanitario e sociale generato dalla ristrutturazione di una sola delle 1,3 milioni di unità abitative considerate le peggiori "fonti di calore" del Paese. È ancora necessario sottolineare i benefici sanitari ed economici della ristrutturazione energetica degli edifici? Sebbene le questioni in gioco e le soluzioni siano ormai note, restano da intraprendere azioni su scala più ampia. (2) Impatto dei regolamenti edilizi residenziali sulla riduzione dell'esposizione degli ambienti interni all'esterno PM2.5 a Toronto - Zuraimi, M.S. e Tan, Z, 2015. (3) Studio "Ristrutturare le case per l'efficienza energetica: benefici significativi per la salute", Ministero della Transizione Ecologica, marzo 2022. IN primo PIANO

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